Patch: i cerotti cosmetici

 

Chi pensa che sul fronte patch tutto sia stato già detto dovrà ricredersi. Il giudizio condiviso: sono piccoli, compatti e concentrati, agiscono velocemente con risultati visibili da (quasi) subito e sono perfetti per declinare quel concetto di bellezza express che fa guadagnare tempo e piace a tutte le età. I patch godono di grande credibilità perché la loro azione transdermica deriva dal mondo della medicina estetica. Esistono cerotti la cui superficie è disseminata di centinaia di microaghi. «Le protuberanze sono in realtà minuscoli cristalli di acido ialuronico biodegradabili. Contribuiscono a un miglioramento complessivo dello stato cutaneo, specie là dove il tessuto è più increspato e vanno applicati solo sui segni d’espressione: nasolabiali, della fronte e del contorno labbra e occhi» spiega la dermatologa Mariuccia Bucci. «Aiutano anche a mantenere più a lungo gli effetti delle iniezioni filler, lavorando però su un piano diverso rispetto a esse: le prime iniettano in profondità la molecola idratante, mentre i patch lavorano in superficie. Per prolungare l’efficacia si consigliano quattro applicazioni distanziate di 24/48 ore l’una dall’altra e una di mantenimento una volta la settimana». La superficie del cerotto è asciutta e ben aderente, ma nel caso in cui si volesse stendere un velo di crema viso, o qualche goccia di siero, è meglio farlo mezz’ora prima dell’applicazione, su pelle detersa, per dargli il tempo di assorbirsi bene ed essere certe che l’adesivo stia al suo posto.

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