La paura di non farcela

Quante volte ci succede nel corso della nostra vita adulta... ansia, paura di non farcela, sensazione di trovarci di fronte a compiti più grandi di noi, impressione di non riuscire a gestire la nostra vita, o ancora la sensazione di necessitare di una capacità di organizzazione che non si possiede. Sono stati d'animo molto più comuni di quanto pensiamo, come ci conferma lo psicoanalista Roberto Pani. Sembra che essere riuscite con successo a completare quel che ci si era prefisso sia spesso percepito come una sorpresa tanto gradita quanto ancora più responsabilizzante, è come se alcune donne dicessero a se stesse "allora ce la faccio, allora posso farcela, ma non per sempre… e poi adesso sono stata coinvolta e non riesco più ad uscirne, che guaio… mi sento soffocare, vorrei tornare indietro, ma ormai ho dimostrato che posso riuscirci e non posso più tornare indietro…." Un po' come dire: Hai voluto la bicicletta? E adesso pedala...! Ben mi sta!". Perchè gli interlocutori interiori (della cui esistenza non sempre ci accorgiamo, dato che sono inconsci), ci svalorizzano più o meno fortemente, essi sono eredità del passato, cioè derivano da esperienze emotive, teatri della mente, contesti situazionali, lampi fotografici che rimangono impressi. Hanno la forza di lasciare emozioni, odori, colori, suoni, atmosfere dipinte dentro di noi, che, a volte, sono di per sè banali e non necessariamente traumatiche, ma si sono costruite sommandosi tra loro ed integrandosi. Si traducono alla fine in personaggi che da una parte ci valorizzano, ma spesso ci condannano, ci rendono indegni, vergognosi, timidi e insicuri. Qualche rimedio? Tener conto di questo dovrebbe in parte portare a calmarci, nel senso di non ingorgarsi di ansia, come annegare, confonderci, non respirare bene e non dormire bene ed essere sempre nervosi.

 

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