Inquinamento indoor

Altro che smog: l’inquinamento tra le mura domestiche è responsabile dei disturbi più impensati. L'Istituto superiore di Sanità. «Le stime sottolineano che trascorriamo il 90% della nostra vita al coperto» sottolinea il presidente della Società italiana di medicina ambientale. «Basterebbe questo dato per farci comprendere quanto sia importante la qualità dell’aria al chiuso. Che invece, è la più trascurata: in media è addirittura da cinque a dieci volte più inquinata rispetto a quella esterna, con tutti i rischi che ne conseguono». A tutte le età può colpire la Sick building syndrome, o sindrome dell’edificio malato. I disturbi? Mal di testa, nausea, difficoltà di concentrazione, prurito alla pelle che si risolvono entro poche ore dall’uscita da casa. Per fortuna ci sono strategie giuste per correre ai ripari. L’abitazione è un ecosistema e per questo nella valutazione di ciò che abbiamo tra le pareti di casa, compresi i detersivi e persino le piante d’arredo, bisogna adottare un rigore scientifico. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale per la sanità, il 2,7% dei problemi di salute è attribuibile all’inquinamento indoor. Ai primi posti ci sono le allergie e le crisi di asma. I più esposti sono i bambini e gli adolescenti, questo perché hanno una frequenza respiratoria maggiore a quella degli adulti e un sistema respiratorio in fase di sviluppo. I pericoli per la salute arrivano anche dalla plastica. La colpa è degli ftalati, composti chimici utilizzati in tutti gli oggetti di plastica e che si liberano nell’aria a causa dell’usura dei prodotti. Le ricerche stanno dimostrando che queste sostanze sono in grado di interferire con l’organismo e alterare l’equilibrio ormonale, fondamentale per lo sviluppo del feto, per la crescita del bambino, per lo sviluppo sessuale e per le attività riproduttive. Per ora non esistono linee guida per contrastare l’inquinamento indoor ma si può fare molto mettendo in pratica alcune regole. La prima è di aerare ogni stanza almeno due o tre volte al giorno per cinque minuti, al chiuso gli inquinanti tendono ad accumularsi. Meglio poi aprire le finestre ogni volta che si pulisce casa, perché molti detergenti contengono alte percentuali di composti organici volatili riconoscibili dalla sigla COV, come acetone, benzene, formaldeide, che vengono rilasciati durante il loro utilizzo. Per migliorare la qualità dell’aria in casa utilizza anche le piante. Già si sapeva, ma oggi lo confermano le ricerche scientifiche.

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