Il nuovo trend in medicina estetica è l’effetto filtri di Snapchat

I chirurghi americani denunciano una nuova tendenza, che sembra spingere i giovani a interventi precoci, per assomigliare all’immagine di sé data dai filtri social. Una volta, chi andava dal chirurgo plastico portava con sé la foto della star di turno come ad esempio le labbra di Angelina Jolie, il naso di Nicole Kidman. Adesso si va con i propri selfie “migliorati” dai filtri di Snapchat. È la sintesi di un’ossessione crescente che l’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery(AAFPRS) ha ribattezzato come “selfie dismorfia” ovvero la tendenza a richiedere eventi migliorativi del proprio aspetto sulla base della propria imagine modificata con i filtri offerti dai social network. Si perchè accanto alle orecchie da cane e alle corone di fiori con cui almeno una volta ci siamo divertiti tutti, ci sono i filtri, che hanno la capacità di levigare, liftare, schiarire il volto come e meglio di Photoshop, restituendoci un’immagine migliorata di noi. Nulla di drammatico per chi ha un’autostima nella media. Più problematico invece, per l’esercito di giovani in piena crisi esistenziale, esposti quotidianamente ai social media, che misurano l’accettazione di sé sulla base dei like. D’altronde, lo fanno persino le star sui loro profili private: dalle sorelle Kardashian in poi, usare i filtri per fare delle Stories è la normalità. Una normalità che legittima ancora di più l’esercito di giovanissimi e insicuri a dare in pasto ai social solo la versione migliorata di sé. Meno noto però era che questo potesse spingere ad andare dal chirurgo, per richiedere di riadattare il proprio viso a quella versione, attraverso trattamenti mini invasivi. “Anche in Italia, riscontriamo questo fenomeno” ci rivela Uberto Giovannnini, chirurgo estetico milanese. “Sono sempre più diffusi gli interventi non chirurgici come la rinoplastica medica, il Bio French Touch nutri lift e trattamenti anti aging del viso, come radiofrequenza, filler, peeling, laser, botox, mesoterapia, microneedling, e sospensione Elasticum. Mentre per la chirurgia, la tendenza è agire su parti mirate del corpo e con interventi sempre meno invasivi come nel caso del lifting al labbro superiore o la plastica all’ombelico, o la masto plastica con lipofilling” conclude Giovannini. Quello che è importante è che il medico si accorga della problematica, spesso latente, e cerchi di controllarla senza lasciarsi condurre nella scelta dei trattamenti dalla mania del paziente. Compito del vero professionista è di non perdere mai di vista la giusta direzione, l’etica e la sicurezza del paziente. Il buon medico non è quello che fa di tutto per accontentare le volontà estreme dei pazienti ma quello capace di dire “no” quando serve”.

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