Be woman: tutte le sfumature della donna dagli anni ‘60 fino ad oggi

Ogni epoca ha avuto il suo ideale di bellezza femminile.

Negli anni ’60, i giovani dettano il proprio stile.

Un’icona assoluta di quegli anni è Twiggy, lo stile fanciullesco definito da capelli corti, make up con occhi da bambola, minigonne e vestiti a stampe colorate e geometriche senza punta vita.

Negli anni ’70, la moda cambia completamente e nascono i cosiddetti “figli dei fiori”.

Lo stile si concentra su camicie a fiori, vestiti con frange e jeans a zampa d’elefante.

Allo stesso tempo, la svolta musicale, la disco music, porta ad una trasformazione nel mondo della moda, con camicie in lurex, lustrini e abiti con spacchi vertiginosi.

Arrivano gli anni ’80, dove la parola chiave è stravaganza: colori accesi, camicie e giacche oversize, giacche con spalline, e il make up si estende con un’esplosione di colori sugli occhi e sulle labbra, abbinato ad acconciature cotonate e accessori alquanto estrosi.

Si passa poi agli anni ’90, in cui a dettare lo stile sono le Top Model, Claudia Schiffer, Naomi Campbell tra le più note. Lo stile è elegante, con un make-up più leggero e labbra rosse.

Allo stesso tempo uno stile “grunge”, caratterizzato da jeans strappati, camicie di flanella e anfibi comincia a svilupparsi sempre di più.

Dal 2000 fino ad oggi, non c’è più un Unico stile in voga, bensì ognuno sceglie ciò che meglio rappresenta la sua personalità e il suo comfort.  

Tra le tendenze principali della primavera 2018 ci sono trench (couture), giubbotti tecnici, stampe floreali, camperos (stile country), pois colorati, gonne e abiti lunghi, calze (meglio se in versione coloratissima) e scarpe impreziosite di micro frange, rouches e cristalli.

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